26 novembre 2015

JAMBALAYA DI ORZO DI CASA MIA



Ogni tanto mi ricordo che ho un blog, e ogni tanto mi ricordo di andare in archivio a vedere se c’é qualche ricettina interessante da condividere, e oggi ho trovato proprio questa che ormai da tempo fa parte dei nostri menú e che preparo sempre volentieri.

Siamo finalmente arrivati anche all’importante traguardo della 37esima settimana… ormai in tanti avete intuito di che parlo, anche se per scaramanzia non mi sono mai azzardata a dirlo troppo a voce alta vista la brutta e sofferta partenza, ma diciamo che all’alba del nono mese comincio a tirare un po’ fuori la testa dal guscio… (e la carta di credito dal portafoglio visti gli acquisti pazzi degli ultimi giorni!)
Visto che ormai manca poco, e visto che ho tenuto duro fino adesso, direi di pazientare ancora un po’ per cantare vittoria, ma spero di poter condividere presto la notizia anche con voi che mi leggete e che mi scrivete sempre anche in privato, fingers crossed until the very end my friends!

Ma torniamo in cucina che vi racconto una storia: una storia ambientata tra le botti e i profumi di antiche ed affascinanti distillerie americane e corse ai cavalli, attraversando gli stati delle Georgia, del Tennessee e del Kentucky, e lo so che con la vera jambalaya tanto cara agli stati del Sud la mia ha poco a che vedere, ma é quello che mi hanno ricordato i suoi ingredienti quando ho deciso di prepararla, quindi ve la beccate così com’é!

La vera jambalaya l’ho mangiata una volta sola in una gelida serata di dicembre in un ristorante di una cittadina del Kentucky dopo aver passato tutto il pomeriggio (e parte della mattinata!) a degustare bourbon saltando da un distillificio all’altro attraversando paesaggi più o meno imbiancati dalla neve… che dire, dopo tanto freddo e alcool un buon piatto caldo e ricco ci voleva!
Ero via per lavoro e ricordo ancora che a pranzo ci avevano ingozzati come tacchini a colpi di pollo fritto, (manco a dirlo, eravamo in Kentucky!), mashed potatoes, pomodori verdi fritti e svariati piatti di dessert opulenti e ricchi di caramello, toffee e panna montata, le coronarie di noi italiani sono state messe a dura prova quel giorno: fritto, super alcolici e 4530 calorie a morso ogni volta che mangiavamo qualcosa! 
Ma é stato troppo divertente ed eravamo un bel gruppetto, fatto sta che quella sera, davanti all’ennesima cena programmata per le 18:30 in perfetto orario gallinesco americano, nessuno di noi aveva particolarmente fame…. ma che fai? Sul più bello ti tiri indietro e dai un dispiacere a coloro che ci hanno messo cuore e anima a prepararti un’ottima cena?? Giammai.

Quindi quella sera trovai un compromesso: ordinammo in due un'unica porzione da dividerci di questo tipico piatto del south che ero tanto curiosa di assaggiare, certo il massimo sarebbe stato assaggiarla in Louisiana, ma solo il Tennessee e il Mississippi mi separavano dalla versione originale, quindi era una scelta più che accettabile.
I più sbrigativi potrebbero dire che la jambalaya é una sorta di paella carne e pesce, in quanto non si tratta altro che di riso, cipolla, sedano, peperoni, carne di pollo e salsiccia unita ai frutti di mare, ma in realtà é molto più di cosí: é un piatto speciale, che arriva dai lontani Caraibi e con tante spezie e profumi che cuociono per quasi 2 ore nel brodo a fuoco lentissimo, per permettere al riso e a tutti gli altri ingredienti di assorbirne e carpirne tutti i suoi odori e sapori…

E quella sera si riveló la scelta vincente: un piatto caldo e saporito che ci scaldó per bene anima e corpo prima di rientrare stremati in hotel; detto questo….. la mia versione non c’entra niente!
La mia é una ricetta molto più veloce, (anche se da il meglio di sé se la cuocete con qualche ora di anticipo e lasciate lí ad insaporirsi un po’), con molte meno spezie, e che con quello che io ho sempre in freezer e in dispensa si può preparare in qualsiasi momento, che volete di piú?
L’orzo al posto del riso poi lo trovo fantastico, ci sta proprio bene, e non essendoci brodo gli da una consistenza ottima, anche mon amour si é innamorato di questo piatto al primo assaggio ed é sempre felice quando lo preparo!

Che dite, ci volete provare? Se poi alla fine non vi piace, potete sempre “pulirvi la bocca” con uno shottino di Jim Beam o di Jack Daniels!


Ingredienti per 4/6 persone

500 gr di orzo (il mio era quello perlato, se siete puristi prendete quello integrale)
1 peperone verde (no, giallo e rosso non sono la stessa cosa!)
1 cipolla bionda
300 gr circa di salsiccia di maiale fresca piccante
300 gr circa di gamberi carnosi (io quelli giganti argentini surgelati crudi)
1 peperoncino piccante
olio, sale


Ovviamente per prima cosa cuocete l’orzo: mettetelo in un colino, sciacquatelo bene sotto l’acqua corrente, versatelo in un tegame possibilmente anti aderente e copritelo d’acqua (circa 2 dita in più rispetto al suo livello); salate quanto basta e portate a bollore.
Una volta che comincia a bollire abbassate la fiamma al minimo e coprite con un coperchio, una volta cotto (almeno 35 minuti) avrà assorbito tutta la sua acqua, quindi ogni tanto controllate e, se ce ne fosse bisogno, aggiungetene poca alla volta e bollente.
Scolate l’orzo e mettetelo da parte.

In una padella fate imbiondire nell’olio la cipolla e il peperoncino, poi aggiungete il peperone tagliato prima a strisce e poi a cubetti, salate poco e cuocete finché bello dorato ma non troppo bruciacchiato; con una paletta toglieteli dalla padella senza portarvi via l’olio e metteteli da parte in un piatto.

Nella stessa padella e senza lavarla per non perdere il profumo del peperone, cuocete ora la salsiccia che avrete tagliato a pezzetti da 1 cm circa; fate rosolare per bene e fate cuocere completamente; toglietela dalla padella e unitela al piatto con i peperoni.

Cuocete ora i gamberi ai quali avrete giá eliminato testa, carapace e filetto nero, li avrete sciacquati velocemente sotto l’acqua e li avrete tagliati in due in senso orizzontale (cosí si arricceranno durante la cottura e diventeranno carini!). Saltateli velocemente in padella, salateli e mettete da parte.

A questo punto non resta che unire il tutto: con l’aiuto di una forchetta sgranate un po’ l’orzo che sarà un po’ tutto unito e versatelo nella padella calda, mescolate bene in modo che si disfi un po’ e che cominci ad assorbire i profumi lasciati dagli altri ingredienti, e poi rovesciategli sopra i peperoni, la salsiccia, i gamberi e tutti i loro succhi di cottura, fate cuocere altri 5 minuti, assaggiate di sale e se va tutto bene spegnete il fuoco e fate riposare almeno per un’oretta.

Al momento di servire andrà scaldata nuovamente perché si mangia ben calda essendoci la salsiccia, versatevi un bel bicchiere di vino rosso oppure, ancora meglio, stappatevi una bella birra e gustatevi il piatto! 


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