16 settembre 2015

CARTOLINE CALABRESI


18 anni.
18 anni esatti che non tornavo in vacanza in Calabria, e l'ho trovata esattamente come me la ricordavo: posti stupendi, sapori buonissimi e spiagge da urlo!
Fin da quando ero piccola le settimane di luglio erano quelle che si passavano a Botricello, subito prima di scappare a scorrazzare per un mesetto nell'animata riviera romagnola, ma non appena ho finito le scuole e ho cominciato a lavorare, ho messo da parte sia i fichi d'India che le piadine e ho cercato di esplorare quanto più possibile il mondo, da est a ovest e da nord a sud, cosciente del fatto che un giorno mi sarei presa una pausa dai lunghi viaggi in aereo e dalle mete esotiche per tornare alle morbide paste di mandorla calabresi...

E questo anno molto speciale era proprio quello giusto, quindi abbiamo infilato 4 cose in valigia e siamo tornati per una decina di giorni nella casa di vacanze della mia infanzia, dove non ho ritrovato solo zii e cugini ad aspettarmi, ma quotidiane riconferme dei ricordi lontani che avevo: la bianca spiaggia a due passi da casa, le acque e i panorami spettacolari di Pietragrande e Caminia, la pizza rossa e le paste alle mandorle di Mezzotero, le spettacolari distese di fichi d'India che ti accompagnano in ogni spostamento, gli ulivi e le viti con appesi  i grappoli giganti che si trasformeranno presto in vino Ciró, le brioches ripiene di crema chantilly e crema al pistacchio, i peperoncini rossi e piccantissimi, le bellissime ceramiche degli artigiani di Squillace, il profumo di caffè tostato che esce dalla fabbrica del Caffè Guglielmo quando passi dalla spiaggia di Copanello, il panorama de Le Castella illuminate di notte, il traffico di Catanzaro Lido, il latte di mandorla ghiacciato il pomeriggio,  insomma l'elenco è infinito...!



Questi 10 giorni sono passati veloci, tra mattinate in spiaggia e pisolini al fresco il pomeriggio, ad arrostirci sul pedaló persi nel blu e verde del mare, (ricordate che le foto piu belle alla costa si fanno proprio dall'acqua), e rimpinzandoci con cene da 10 portate per pochi euro, facendo passeggiate sotto la luna piena e organizzando qualche gitarella fuori porta... il tempo passa veloce quando si sta bene.

E così una giornata ce ne siamo andati a Pietragrande, (il cui panorama da solo varrebbe un viaggio), e ce ne siamo stati una giornata intera a mollo nel mare e a goderci i tuffi dei più coraggiosi che, dopo aver scalato la roccia più alta, si lanciavano da 13 metri di altezza senza paura; abbiamo guidato verso la verde costa tirrenica a caccia di spiagge da sogno e le abbiamo trovate: la spiaggia del Tono a Capo Vaticano (dove vi sembrerà di fare il bagno in una piscina da quanto è azzurra e chiara l'acqua), e la cittadina di Tropea, soprannominata non a caso "la perla del Tirreno"; andate a passeggiare tra i suoi vicoli storici pieni di ristorantini e artigiani della ceramica fino a sbucare sulla terrazza che sovrasta l'azzurro accecante del mare e, proprio davanti a quel panorama sul bianco santuario costruito sulla cima di una roccia, capirete perché questa piccola città dalle case costruite sul fianco di una rupe è conosciuta in tutto il mondo!



A questo punto, Jonio o Tirreno, questo è il dilemma.... anzi no! Ovunque decidiate di stare potrete visitare anche in una sola settimana sia est che ovest (i piú furbi faranno anche una capatina a Sud per rifarsi gli occhi con i Bronzi di Riace e una gita sulle montagne della Sila per una bella scorpacciata di funghi); tenete conto che dalle "mie" spiagge joniche si raggiungono le spettacolari Capo Vaticano e Tropea in poco meno di 2 ore, e viceversa! Quindi basta prepararsi il pranzo al sacco il giorno prima, (non siate timidi: frittata di pasta, panini con provola fresca e capicollo, pomodorini, frutta, caffè freddo, ecc...), un pallone, e via in gita fino a sera!

E una gita non è una gita senza la frittata di pasta dello zio, quindi vi lascio la ricetta, voi fatene buon uso:

per 6 persone

500 gr di spaghetti (meglio se grossi)
5 uova
parmigiano grattugiato quanto basta
qualche ciuffo di prezzemolo
olio, sale

Cuocete gli spaghetti come fareste normalmente, scolateli, metteteli in un'insalatiera e conditeli con un filo d'olio perché non si attacchino tra loro, e lasciateli raffreddare.
In un piatto sbattete bene le uova con qualche cucchiaio di parmigiano, un pizzico di sale e il prezzemolo tritato; fate scaldare un po' di olio in una padella e versate il condimento sugli spaghetti ormai freddi e mescolate bene.
Versate la pasta nella padella e dategli la forma di una torta o appunto di una frittata, quando avrà fatto la crosticina su un lato, giratela sull'altro con l'aiuto di un coperchio e finite di cuocere.
Fate intiepidire, incartatela e una volta in spiaggia tagliatela a spicchi e gustatevela guardando il mare dopo un bel bagno!



Ora vi devo dare una brutta notizia invece: al vostro rientro in aeroporto dovrete pagare il supplemento per l'eccedenza bagaglio, perché la vostra valigia sara piena di...

'nduja (rigorosamente di Spilinga)
un vassoio di paste di mandorla
liquirizia in tutte le sue declinazioni (polvere, liquore, ecc..)
bergamotto in tutte le sue varianti (miele, caramelle, essenze, ecc..)
una cassa (o più) di vino Ciró
salumi e formaggi in quantità
sacchetti di carta pieni di olive al forno
ceramiche artigianali (andate a farvi un giro a Squillace...)
liquore al caffè Guglielmo da bere ghiacciato (il mio preferito) 
Amaro del Capo (il preferito di tutti gli altri)
fichi d'india multicolor e fichi neri dolcissimi
le patate della Sila, il peperoncino di Soverato e le cipolle IGP di Tropea

Allora, vi ho convinto?

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