domenica 13 aprile 2014

CHICAGO: WELCOME TO THE WINDY CITY


e' la seconda volta che vado a Chicago, e' la seconda volta che ci capito in Aprile ed è la seconda volta che me ne innamoro.
la prima volta e' stata qualche anno fa e il motivo era un long weekend con un'amica e la missione di accaparrarmi il primissimo iPhone mai nemmeno uscito in italia, (sono pazza, lo so, ma far felice mon amour non ha nè prezzo nè confini), stavolta ci sono andata per lavoro e sempre in ottima compagnia, ma principalmente una cosa hanno avuto in comune questi due viaggi nella stessa città: un freddo cane!!

se anni fa, dopo 3 giorni di pioggia e freddo, aveva anche deciso di nevicare (!!!), stavolta ad attenderci c'erano temperature polari, le stesse definite quest'anno da tutti gli abitanti della east coast come le più fredde di sempre! vi dico solo che la prima sera di ritorno dalla cena non siamo state in grado nemmeno di fare pochi isolati a piedi da quanto si battevano i denti!
fortunatamente poi la fortuna ha girato, le temperature da fine inverno son rimaste, ma mitigate da un bel sole ed un cielo azzurrissimo!

che dire di Chicago? sicuramente una delle città più belle del paese, una città dall'architettura spettacolare, dove pezzi d'arte di artisti di fama mondiale son piazzati per strada a pochi passi dai murales di qualche artista sconosciuto, una città con uno skyline che nulla ha da invidiare a quello più famoso di New York, e dove le persone sono super friendly, e dove musei, shopping e ristoranti non deluderanno nessuno!

al solito non voglio calarmi nel ruolo di guida "ufficiale" che non mi appartiene, ma al solito voglio lasciarvi qualche personale suggerimento.... avete carta e penna alla mano??

1) pls fate un favore a voi stessi e andateci tra metà maggio e metà settembre: le temperature sono più amichevoli e potete godervi tutto ciò che la città ha da offrirvi, come una lunga pedalata costeggiando il bellissimo lago e addirittura una vera e propria giornata in spiaggia sulle sue rive

2) che decidiate di dormire in un hotel alla moda in centro o in uno più a buon mercato in posizione più defilata, ricordatevi che la città si gira benissimo a piedi, e che quando questi implorano pietà, i taxi sono davvero a buon mercato

3) per 3 specialità e' davvero famosa chicago: per i pop corn che troverete ad ogni angolo, in ogni bar e in ogni hotel (anche se i più famosi sono quelli di Garret's), per gli hot dogs super farciti ma rigorosamente senza ketchup, e per la pizza: altissima, piena di formaggio e ricoperta da tanto pomodoro... quella di Giordano's tanto per dirne una

4) da non perdere: la cima della Willis Towers (ex sears) con i suoi gabbiotti in vetro sporgenti nel vuoto che vi faranno correre un bel brivido lungo la schiena, Millenium Park con le sue sculture futuristiche, il suo fagiolo su cui si specchia vanitosa la città e le sue inconfondibili fontane, un giro a bordo della sferragliante "L" che corre ancora sugli storici binari in legno sospesa tra i grattacieli del centro, e le ville di Oak Park, dove i fan di Andrew Lloyd Wright potranno visitare la sua casa ed il suo studio (anche se la casa sulla cascata e' davvero un'altra cosa.... sappiatelo)

5) wrigley field: volete sentirvi davvero americani? bhe, non rinunciate ad una partita dello sport nazionale per eccellenza, il baseball.

6) una settimana a Chicago, nella patria degli hot dogs e degli hamburgers e noi... abbiamo mangiato quasi sempre orientale! agli amanti del sushi segnalo il Southcoast, indimenticabili gyoza e indimenticabili huramaki, specialmente i Volcano... piccantissimi!
a chi invece come noi avesse voglia di provare qualcosa di nuovo, segnalo un posticino carinissimo la cui specialità e' il ramen: The Slurping Turtle! vi dico che l'aspetto ci ha inizialmente spaventate... ma e' bastata una cucchiaiata di quel brodo bollente, piccante e speziato, condito con maiale, polpette e tanti noodles per farci capitolare per sempre! (vedere foto QUI)

7) 2 musei non dovete perdervi: lo spettacolare Museo della Scienza (dove vi perderete per una giornata intera coinvolti dalle sue esposizioni interattive che vi faranno sperimentare sulla vostra pelle anche l'esperienza di un tornado!), e l'Art Institute, dove estrosi pezzi d'arte americana moderna fanno compagnia ad un'ampia collezione di opere dell'Impressionismo, da Gauguin a Van Gogh, da Renoir a Monet e molti altri ancora.

8) l'Architectural Cruise: noi non abbiamo avuto il tempo di farla, ma pare che da sola valga il viaggio e sfidare anche il vento freddo dell'inverno!

9) una serata alla House of Blues: complice l'invito ad un party privato, abbiamo avuto la fortuna di goderci una serata all'interno di uno dei locali più famosi d'America e vero e proprio simbolo per gli amanti del blues (anche se questi interni decorati in stile indiano non li ho mica capiti, eh?).
se invece volete qualcosa di più piccolo e mangiare qualcosa mentre a pochi passi dal vostro tavolo una band suona musica jazz/blues, l'Andy Jazz Café e' il posto che fa per voi (ok e' vero ci vanno un sacco di turisti, ma sulla qualità della musica non si discute!)

10) davvero vi servono ancora altri motivi?? bhe, allora vi dico che Chicago, insieme a Boston e San Francisco, e' una delle 3 città più belle degli Stati Uniti... può bastare?!
(NYC non partecipa per me ad alcuna classifica, she's simply my home sweet home, nothing can compare)





domenica 30 marzo 2014

I (MIEI) GAMBERI ALL'ORIENTALE


Eh si, ormai ve l'ho detto, il riso al cocco per me e' il nuovo nero... va su tutto!
ma sappiate che la morte sua e' proprio il pesce, aggiunge quel non so che in più che trasforma un piatto semplicissimo formato da 3 ingredienti in croce in un piatto unico, bilanciato e buonissimo!

e poi un po' di regime detox ci voleva dopo gli ultimi giorni a New York, abbiamo mangiato benissimo, ci mancherebbe, però il cibo di casa e' un'altra cosa, soprattutto in vista della prossima partenza per Chicago, dove, oltre agli orsi polari e ai 2000 appuntamenti di lavoro, mi aspettano bisteccazze, hamburgers & co... (anche se in realtà ho già individuato un paio di ramen bar che non mi sembrano niente male, quindi seguitemi su facebook o instagram per i soliti aggiornamenti in tempo reale!)

ma visto che ormai e' passato un mesetto dall'ultimo post, (che qualcuno mi regali un pc nuovo, pleaaaase!), facciamo un breve riassunto delle puntate precedenti: marzo ha decisamente dato il via ai viaggi (di lavoro e non), quindi mi avete seguita sui social prima durante il long week-end dagli zii in Calabria dove ci siamo abbuffati come se non ci fosse un domani (a proposito: per sopperire alla penosa promozione turistica della regione, presto arriverà un post che vi farà fare le valigie in un attimo, fidatevi), poi mi avete seguita a New York dove me ne sono andata a spasso alla scoperta di Long Island City, Brooklyn e Lower Manhattan delle quali vi ho già spifferato qualche segreto e qualche foto, e questa settimana sono in partenza per la fredda Chicago... ma altri ne verranno nei prossimi mesi, non vi anticipo nulla ma rimanete sintonizzati e con carta e penna a portata di mano, vi lascerò qualche indirizzo degno di nota qua e la!

Ma tornando alla settimana detox: ho passato una settimana a "ripulirmi" senza mangiare carne, pane, pasta o soia, ho mangiato un sacco di verdura (memorabile la faccia di mio marito quando aprendo il frigo ha afferrato il daikon credendo che fosse una provola.... e vi risparmio il principesco commento!!), pesce, quintali di mirtilli e the verde a fiumi......
questo qui sopra e' stato quindi forse il primo vero piatto condito della settimana, e quanto me lo sono goduta ieri a pranzo con quella bella giornata di primavera?? aaaah... chevvvelodicoaffare??!

attenzione che in 30 minuti siete a tavola, e che tutti gli ingredienti sono da dispensa, (ovvero che in casa ci sono sempre o ci dovrebbero essere..) siete pronti?? via!


Ingredienti per 2 persone

1 tazza di riso basmati
1 brick di latte di cocco
1 confezione di gamberi argentini surgelati
1 manciata di fagiolini piattoni (o altra verdura)
olio di semi di arachide
sale
salsa piccante di peperoncini


per prima cosa il riso: lo mettete in un tegame antiaderente, ci versate sopra il latte di cocco e riempite d'acqua il suo brick 2 volte amalgamando il tutto, aggiungete un po' di sale e mettete sul fuoco a fiamma media senza coperchio.
appena prende il bollore, mescolate, abbassate la fiamma al minimo, coprite con il coperchio e fate cuocere per 15 minuti circa mescolando ogni tanto. quando sarà cotto ed avrà assorbito tutti i liquidi lasciatelo coperto e al caldo.

nel frattempo che cuoce il riso sbollentate i gamberi, sgusciateli e fateli saltare in padella dove avrete messo un goccio di olio e la salsa di peperoncini (io due cucchiai abbondanti, voi fate uno se volete un sapore più soft); tenete da parte.

tagliate via le punte dei fagiolini, tagliateli a pezzetti e sbollentateli in acqua salata, quando saranno cotti scolateli e passate sotto l'acqua fredda così che rimangano belli verdi e non scuriscano.

basta, avete finito!
in un piatto mettete il riso, fateci una buchetta in mezzoe. metteteci i gamberi con la loro bella salsa e cospargete i fagiolini a vostro piacimento, stappate una birretta e gustate!
super facile, no?

mercoledì 26 febbraio 2014

I LOVE MILANO - PARTE SECONDA


E' passato un po' di tempo dal post introduttivo, ma ho deciso che comincerò il racconto dei miei posti preferiti di Milano da quella che considero la via più bella in assoluto, quella che più mi piace, quella dove se avessi una montagna di soldi, (ma forse di montagne ne servirebbero due: una per la casa e una per le spese condominiali), sceglierei di vivere, la via capace di sorprendermi con la sua bellezza ogni singola volta che ci vado, l'unica via forse ancora con l'atmosfera autentica della "vecchia Milano", con i tram sferraglianti che la percorrono in tutta la sua lunghezza, con i suoi palazzi decorati, con i piccoli negozi di una volta (ma in versione deluxe) che si fa più fatica a trovarli in altre parti.

Siamo in centro ma in posizione leggermente defilata rispetto alla confusione di Piazza Duomo e dalle boutique di lusso del quadrilatero della moda, qui con 2 passi a piedi si arriva nei verdi prati del Castello Sforzesco e del Parco Sempione, qui si trovano alcuni dei gioielli più importanti in termini di chiese e monumenti, ma siamo anche a due passi dalle vetrine di Corso Vercelli, dalla Triennale, dalla Basilica di Sant'Ambrogio, e ci sono pure un sacco di posticini carini dove bere un'aperitivo o dove mangiare, insomma ormai l'avrete indovinato... vi presento Corso Magenta.

Lo sapevate che Corso Magenta una volta era la zona in cui si trovava "Porta Magenta", ovvero una delle 6 porte principali dei Bastioni di Milano?
Sì, era proprio quella che segnava la via per Vercelli e per tutti i traffici verso il Piemonte, nonchè la via percorsa dai pellegrini in viaggio per Compostela. Oggi la porta non c'è più, al suo posto sorge quella che conosciamo tutti come Piazzale Baracca, e questo insieme di splendidi palazzi e giardini ottocenteschi, è considerato il quartiere prediletto dall'alta borghesia milanese.

Ma cominciamo la nostra passeggiata dalla direzione opposta: partendo da Piazzale Cordusio, percorriamo a piedi la piccola ed elegante Via Meravigli: quando ero più ragazzina qui si trovava uno dei locali più in voga di Milano il "Galleria Meravigli", (tra l'altro in una location storico-architettonico pazzesca!), oggi è stato sostituito da un carinissimo bistrot omonimo, uno di quei posti che quando ci passo davanti mi fa subito venir voglia di fermarmi e di passare un po' di tempo seduta ad uno dei suoi tavolini bianchi bevendo caffè e leggendo un giornale o pasticciando sull'ipad, vale sicuramente una visita, non importa se per colazione, pranzo o per un aperitivo!

Superiamo i palazzi storici con le facciate decorate a punta di diamante, e arriviamo quindi in Corso Magenta.
E quà, proprio al numero 1, cominciamo già bene: la Drogheria Soana. Una drogheria con ancora l'insegna vintage, quella forse ancora di quando ha aperto alla fine degli anni '40, uno di quei negozi dove vai a scovare gli ingredienti più buoni e più strani e non soltanto della tradizione milanese, per stare al
passo con i tempi si sono ovviamente "evoluti" e quindi qui si trovano ormai anche gli ingredienti "introvabili" di provenienza internazionale, soprattutto della cucina americana, i romani mi capiranno al volo se dico che questa drogheria è la mia "Castroni" milanese!

Riempiti i sacchetti di composte e sciroppo d'acero canadese, proseguiamo la passeggiata superando i panini di De Santis e fermandoci per dare uno sguardo veloce ma attento ad uno degli atelier di arte più storici di Milano: Pellini, che con i suoi oggetti, i suoi gioielli e i suoi dettagli architettonici non mancherà di soddisfare
i più curiosi.

Ma arriviamo ora ad uno dei segreti meglio nascosti di tutto il corso, in tanti di voi ci saranno passati davanti milioni di volte, quasi tutti voi vi ricorderete di quella chiesa dalle pareti sbiadite che sbuca sul marciapiede senza nemmeno un minimo di sagrato, ma quanti di voi hanno davvero mai messo piede all'interno della Chiesa di San Maurizio?
No perchè quì chi ci è stato se lo ricorda bene, fin dal primo passo dentro la chiesa non si può che rimanere a bocca aperta!
Non c'è centimetro tra pavimento, pareti e soffitto che non sia interamente e riccamente decorato, è come se il Luini abbia voluto racchiudere in un piccolo spazio tutta la bellezza del Rinascimento Italiano mediante i suoi affreschi.... che dire poi dell'antico organo situato nella cappella sul retro? Stupendo, cosa d'altri tempi.

Ritorniamo alla luce, ai giorni nostri e al rumore dei tram, in pochi passi raggiungiamo Palazzo Litta Arese, uno dei migliori esempi del barocco milanese e sede oggi dell'omonimo Teatro Litta, ed è proprio qui che non appena vinco (un paio) di Superenalotto che io correrò a comprare casa, proprio nelle nuove Residenze Litta, capito mon amouuuuur???? Vai a rogitare!

Siamo ormai arrivati all'incrocio con via Carducci e con il famoso Bar Magenta, che personalmente mi vien da dire che ha visto anni migliori, per quanto mi riguarda era un posto più figo almeno una decina di anni fa, ora è sì ancora frequentatissimo da fricchettoni e da qualche fenomeno in giro con il Ferrari di papà, ma per quanto mi riguarda il fascino dello storico bar affollato è bello che andato, più interessanti invece i barettini nuovi sorti proprio lì intorno caratterizzati dall'uso di ingredienti organic e per gli ambienti meno cupi e più luminosi, insomma qualcosa di più fresco e moderno..... senza dimenticare di mettere il naso anche dentro lo storico negozio di dischi più fornito della città, Buscemi.

Ma proseguiamo, appena superato il Palazzo delle Stelline, (l'ex orfanotrofio femminile seicentesco e da anni adibito fra le altre cose a palazzo congressi), arriviamo nella parte più bella, più storica e probabilmente più frequentata dai turisti a caccia di arte a Milano, un vero e proprio gioiello che ci invidiano in tutto il mondo: il Cenacolo Vinciano.
L'ho visto più di una volta, ma ogni volta rimango basita come fosse la prima... l'ingresso in silenzio nell'antico refettorio semibuio, l'attesa e l'emozione che aumentano sapendo di avere solo 15 miseri minuti per poter immagazzinare nella propria memoria ogni singolo dettaglio di questo capolavoro, la magnificenza delle sue dimensioni e dei colori e poi la danza di immagini e di congetture che Dan Brown ci ha magistralmente inculcato con l'aiuto di un credibilissimo Tom Hanks, e quindi eccoci emozionati davanti alle vesti dai colori invertiti, dalla Maddalena che non è un apostolo e dalla coppa del Santo Graal... che ci si creda o meno, ritengo sia oggettivamente impossibile non farci caso e non pensare che dopotutto Leonardo è sempre stato un bel "drittone", no?? Quindi chissà.........

Proprio a fianco al Cenacolo sorge un'altra meraviglia architettonica, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, gioiello della fine del Quattrocento con alcune opere attribuite anche al Bramante. Se devo essere sincera a me piace più dall'esterno che dall'interno, non so più quante foto gli ho scattato negli anni con telefonini vari e macchine fotografiche, è più forte di me, ogni volta che la vedo c'è un qualche angolo che sembra mettersi in posa per essere catturato dall'obiettivo, impossibile resistere!

Siamo giunti ormai alla fine del Corso, val la pena di terminare la passeggiata in bellezza, tornando appena indietro sui nostri passi fino ad incrociare via Carducci che andrà percorsa fino all'incrocio con Via San Vittore, ed è qui, di fronte alla Basilica del Santo Patrono di Milano che termina questa passeggiata virtuale,
davanti ai mattoni rossi e al grande sagrato di Sant'Ambrogio, con la sua famosa facciata a "capanna" circondata da due loggiati illuminati al tramonto che, soprattutto d'inverno quando fa buio presto, rendono l'atmosfera ancora più magica e suggestiva, mentre ve ne state lì davanti a sbucciare caldarroste sproloquiando in merito al Giorno del Giudizio, (è risaputo infatti che esso verrà quando il serpente bronzeo posizionato sulla colonna della basilica scenderà strisciando fino alla Croce della colonna opposta), nel frattempo ce ne stiamo imbambolati davanti ai due fori lasciati dalle corna del Diavolo nell'impeto di rabbia per non essere riuscito a indurre in tentazione il Santo.

CORSO MAGENTA (E DINTORNI) IN PILLOLE:

PER I PIU' ESTROSI
Pantone, Corso Magenta 5
Dove, se non in corso MAGENTA, poteva aprire il concept store della famosa tavolozza di colori tanto cara ai grafici (e non)??

PER I VERI GOURMANDES
Boccon di Vino, Via Carducci 17
Un'intero menù di degustazione dall'antipasto al dolce sapientemente abbinato a pregiate bottiglie di vino, per chi ama cominciare con del pinzimonio e tante bollicine e ama terminare con un dessert accompagnato da un corposo Amarone... ogni volta è sempre un piacere.

PER I GOLOSI DI TUTTE LE GENERAZIONI
Pasticceria Marchesi, Via Santa Maria alla Porta 11
All'interno di un edificio del '700 sono racchiusi i profumi e le golosità di una delle pasticcerie più famose della città, il vero Panettone (quello basso) lo dovete comprare qua.

LA PANINOTECA COME UNA VOLTA
De Santis, Corso Magenta 9
Piccola bottega dove gustare ottimi panini con abbinamenti estrosi e per qualcuno forse anche un po' azzardati, ma ciò che contraddistingue questo locale nato negli anni '80 è proprio questo, ma anche l'alta qualità degli ingredienti utilizzati nelle "ricette"

I  TORTELLINI SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI
Pastificio Savioli, Via Ausonio 7
Conduzione familiare ed esperienza trentennale nell'impastare e creare specialità di pasta fresca, proprio sotto gli occhi dei milanesi che vogliono regalarsi un primo piatto genuino e fatto a mano, "come una volta".

PER GLI AMANTI DELLE BOTTEGHE
Drogheria Soana, Corso Magenta 1
Ci si perde adavanti ai suoi scaffali stipati di ogni tipo di barattolo e confezioni, e la tentazione di uscire con 5 specialità diverse di thè nella borsa è davvero forte.

Riassumendo......il vostro posto preferito a Milano qual è??
Io intanto so già dove portarvi la prossima volta.......



domenica 16 febbraio 2014

TORTA DI MELE E NOCCIOLE


Allora eccola qua', la torta che ha stregato Pierina!
la torta che senza sensi di colpa, (e anche senza burro, lievito e frumento), ha conquistato tutti.... anche mon amour che inizialmente era diffidente!

Ma se vi piacciono i dolci soffici, profumati, che anche dopo 3 giorni (se ci arrivano) sono ancora umidi e saporiti come appena sfornati, questa e' la torta che fa per voi!

Io poi ho proprio una predilezione per le torte di mele, di ogni tipo: crostate, plumcake, muffin, ciambelle.... Ho un debole per quel profumo di cannella che si sprigiona per tutta la cucina, per quel cuore al centro della torta che rimane sempre più morbido e cremoso, per quella consistenza soffice e umida che la rende perfetta  a colazione, per un the nel pomeriggio o per una cena golosa sul divano davanti alla TV...

E dopo averne cucinate a decine nella mia vita, ora me ne serviva una di quelle SENZA... senza ingredienti per me proibiti in questo periodo e senza sensi di colpa, solo tante mele e tanto gusto!
E quindi via alle farine sostitutive, via alle spezie e via agli ingredienti più naturali e possibilmente bio.

Vi avviso che con queste dosi di torte me ne sono venute fuori due, o meglio: una torta tonda classica da stampo di circa 20 cm di diametro e un bel plumcake, il che è non e' un male: il plumcake l'ho portato domenica scorsa a pranzo dai miei e la torta l'ho tenuta per noi, perfetto no?

PS: ma lo sapevate che sul Gambero Rosso è iniziato un nuovo cooking-reality show??
Ci sono incappata per sbaglio oggi pomeriggio ed era l'inizio della seconda puntata: in pratica ci sono 4 giudici (tra cui la divina Nigella e il mitico Bourdain!) e una serie di concorrenti professionisti della cucina e non che stanno superando le selezioni per una gara che avrà inizio credo a breve, insomma si chiama TASTE e dopo una sola puntata mi ha già conquistata!
E basta con tutte 'ste critiche a cooking show italiani e non.... ci rendiamo tutti conto vero che esiste un tasto prezioso sul telecomando che permette molto democraticamente di cambiare canale se quello che si sta guardando non ci piace? ......rosiconi!


Ingredienti:

5 mele golden
110 gr di farina di riso integrale bio
90 gr di farina di nocciole
160 gr di olio di arachide
150 gr di zucchero integrale
4 uova
1 cucchiaino di bicarbonato
il succo e la scorza di mezzo limone grattugiata
cannella a piacere
1 pizzico di sale fino
zucchero a velo


Pelate e tagliate a cubetti 3 mele, mettetele in un piatto con un po' di succo di limone perchè non anneriscano, una generosa spolverata di cannella e 1 cucchiaio di zucchero.

In una ciotola capiente o direttamente nella ciotola della planetaria, lavorate con le fruste elettriche lo zucchero con l'olio fino ad ottenere una crema fine, aggiungete le uova una alla volta e la scorza profumata di un limone; una volta ottenuto un composto omogeneo aggiungete poco alla volta le due farine mescolate, il bicarbonato, un po' di cannella e per ultimo il pizzico di sale.

L'impasto dovrà essere denso e senza grumi; a questo punto unite le mele a cubetti, mescolate bene con una paletta e versate in un tegame da forno con la cerniera precedentemente ricoperto da della carta da forno bagnata e strizzata (così prenderà la forma che volete voi con facilità) e, nel caso, versate l'impasto in eccesso in un secondo tegame, magari da plumcake.

Pelate le mele rimaste e ricavatene delle fettine sottili, disponetele a raggiera sulla torta, spolverizzate un po' di zucchero e infornate in forno preriscaldato; fate cuocere 45 minuti circa a 180° controllando con uno stecchino che la torta sia cotta anche all'interno (deve uscire asciutto o quasi).

Una volta pronta spegnete il forno ma lasciatela dentro ancora 10 minuti con lo sportello socchiuso, spolverate con lo zucchero e velo e tagliatevene una bella fetta!

domenica 9 febbraio 2014

SALMONE ALLA PIASTRA CON RISO AL COCCO E VERDURINE



Entrato per direttissima tra i miei piatti preferiti e più cucinati degli ultimi mesi: tenerissimo salmone con una crosticina croccante, verdurine appena saltate in padella e profumatissimo riso basmati al cocco.... una goduria!
E' velocissimo, ci sono solo i grassi "buoni" e fate un figurone con pochissimi sbattimenti!
Questo piatto è quello che preparero' domani sera per cena alle amichette, e questo stesso piatto (con l'unica variante di aver sostituito il salmone con dei gamberoni), è quello che ho preparato venerdi all'altra mia amichetta in dolce attesa, adesso capite cosa intendo quando dico che lo preparo SPESSO??

Le verdure da abbinare poi cambiano sempre, qui avevo saltato separatamente in padella prima della buonissima zucca fatta a fettine e poi degli spinaci freschi con olio e aglio, mentre venerdi ci ho abbinato delle melanzane grigliate, domani sera sarà invece il turno (se li trovo in pausa pranzo al super) dei broccoletti croccanti con un po' di peperoncino, insomma sbizzarritevi!

Il latte di cocco si trova ovunque e in mille formati, io ho trovato la mia dose perfetta in quello venduto anzichè in lattine nei piccoli brick come quelli del succo, quando devi cucinare per una o due persone è la dose esatta, quindi niente sprechi; ormai sta in quantità nella mia dispensa ed insieme a lenticchie, gallette di riso bio e farine di ogni tipo, è entrato per direttissima nella lista degli ingredienti "mai più senza"!

Qui gli esperimenti continuano senza sosta, e vi anticipo già che oggi ho creato una torta di mele buonissssssima senza lievito, burro, latticini e frumento, da leccarsi le dita! Nei prossimi giorni la pubblico, ma vi basti sapere (per chi la conosce) che Pierina se ne è addirittura mangiate DUE fette... (e chi la conosce sa quanto questa sia cosa rara!!)

La ricerca della destinazione perfetta per le vacanze di quest'anno intanto continua senza sosta e anche un po' di paranoia, quest'anno le vacanze le ha scelte mon amour e quindi mi ha dato come unica regola non negoziabile che siano due settimane di solo mare..... e che ci vuole direte voi? Nel mondo c'è più acqua che terra! Eeeeeh sì, la fate facile voi...... il mare dev'essere CALDO.... ma caldo, caldo, caldo, eh?
Quindi escluso TUTTO il Mediterraneo rimangono solo oceano pacifico (che quest'anno abbiamo lasciato a malincuore da parte), il mar dei Caraibi e il mio amato Oceano Indiano... vedremo come andrà a finire, cmq devo riconoscere che mi son stressata di meno a programmare viaggi on the road per tutta l'America, a mettere insieme l'Argentina con il Cile e a programmare una luna di miele in Australia!

Di sicuro al momento ci sono solo una settimana tra Miami e Key West e un long week-end a Londra, vi farò sapere come andrà a finire per le altre due settimane, ma se avete suggerimenti.................


Ingredienti per 2 persone:

2 tranci di salmone alti un paio di cm
4 belle manciate di spinaci freschi
700/800 gr di zucca
1 bicchiere e mezzo di riso basmati
200 ml di latte di cocco
3 spicchi d'aglio, olio, sale, pepe


Cominciamo dal riso: prendete un tegame anti aderente, metteteci il riso, versateci sopra il latte di cocco, riempite d'acqua il cartoncino vuoto e aggiungetela nella pentola, mettete un cucchiaino raso di sale fino, mescolate e chiudete con un coperchio. Cuocete a fiamma bassa per circa 15 minuti, mescolando ogni tanto, il riso deve cuocere per assorbimento, quindi a fine cottura dovrà essere asciutto, non va scolato!
Se si dovesse asciugare prima che sia completamente cotto, aggiungete poca acqua calda alla volta e cuocete alla stessa maniera finchè cotto.
Lasciate coperto e mettete da parte.

Pulite il pezzo di zucca e tagliatelo a fettine sottili, mettete un po' olio in una padella e, quando caldo, rosolate la zucca finchè diventa tenera ma non spappolata, aggiungete un pizzico di sale e mettete da parte in una ciotola.

Nella stessa padella rimettete un po' d'olio e 3 picchi d'aglio in camicia, quando l'olio sarà ben profumato, aggiungete gli spinaci che avrete lavato e asciugato nello strizza insalata, chiudete con un coperchio e fate cuocere un paio di minuti. Gli spinaci cuociono davvero in pochissimo tempo, quindi non perdeteli di vista!

Scaldate ora bene una piastra e ungete su entrambi i lati le fette di salmone (in questo modo userete meno olio che versandolo in padella), quando la piastra è calda aggiungete il pesce e fatelo cuocere 1 minuto su entrambi i lati a fiamma vivace: deve fare la crosticina fuori e rimanere rosa e morbido dentro.

Prendete a questo punto un piatto, fate un bel lettino di spinaci, aggiungete la zucca e adagiatevi sopra il salmone dopo aver grattugiato sopra un po' di sale e un po' di pepe; in una ciotola mettete il riso e gustatevelo in tutta la sua semplicità!

sabato 1 febbraio 2014

LA CROSTATA NOCCIOLINA


Si perchè è cosi che l'ha ribattezzata mon amour: crostata NOCCIOLINA!
E quindi eccola qua a grande richiesta, dopo i grandi consensi raccolti in settimana da chi l'ha assaggiata e ne ha subito richiesto a gran voce la ricetta, finalmente ho trovato il tempo di condividere dosi ed esperimento.

Esperimento riuscito, a me è piaciuta un sacco, e l'abbinamento con la marmellata ai mirtilli è stato perfetto!
Anche qui siamo nel paese del "senza": senza uova, senza burro, senza lievito, senza frumento, l'unica cosa che non si puo' evitare è lo zucchero perchè altrimenti non sarebbe un dolce, e il miele non lo posso ancora mangiare in quanto rientra evidentemente nell'elenco dei fermentati o simili, perchè sta tristemente nella lista dei "no" al momento, ma grazie al consiglio della mia amichetta, ora mi attivo e vado alla ricerca dello zucchero integrale da Altro Mercato.

Oggi intanto a pranzo mi son preparata un piattino buonissimo che sta diventando velocemente uno dei miei preferiti: salmone alla griglia con contorno di verdure (oggi spinaci freschi saltati in padella e zucca) con una ciotolina di riso basmati cotto nel latte di cocco, buonissssssssimo!

Oggi sorry ma post brevissimo, too many things to do, vi lascio giusto le istruzioni per tirare fuori la ciotola e impastare, buona crostata a tutti!

p.s. le dosi sono per taaaaanto impasto, io ci volevo fare una crostata in un tegame 20x30 con base spessa, cornicine sopra e qualche biscotto, quindi se volete fare una "crostatina" dimezzate le dosi!

p.p.s. con tutta questa farina di nocciole indovinate un po' di cosa sa questa crostata?? esatto, avete capito... la morte sua è la Nutella! (ma non l'ho trovata nella lista degli alimenti che mi sono permessi, guarda un po'!!)


Ingredienti:

350 gr di farina d'avena
250 gr di farina di nocciole
60 gr di farina di riso
200 gr di zucchero di canna
2 pizzichi di sale
240 gr di olio di semi d'arachide
2 tazzine di latte di riso (o acqua)
1 vasetto di marmellata si mirtilli senza zucchero (io Rigoni d'Asiago, come sempre)


Ho messo tutti gli ingredienti secchi nella ciotola del robot, li ho mescolati bene, ho aggiunto a questo punto l'olio e il latte di riso, ho impastato ma non troppo, fino ad ottenere la classica consistenza di sabbia bagnata.

A quel punto ho rivestito il tegame con della carta da forno, ho versato un po' d'impasto e l'ho appiattito ben bene con l'aiuto di una spatola ottenendo una bella base uniforme e una bella cornicetta che dopo potesse contenere la marmellata.

Contrariamente a quanto si fa di solito, non ho cotto la crostata già con la marmellata, ma visto che le nocciole rendono molto umido l'impasto, ho preferito fare anche una prima cottura in bianco bucherellando con i rebbi di una forchetta la base e cuocendo in forno a 180° per circa 20 minuti.
Non preoccupatevi, non essendoci lievito non crescerà, quindi non c'è bisogno dei soliti fagioli sopra, quando la tirerete fuori vi limiterete a riappiattire leggermente l'impasto e ci verserete sopra tutta la marmellata.

Stendetela con una spatola o il dorso di un cucchiaio e, a questo punto, cercate di creare con l'impasto rimasto le classiche striscioline.
Dico "cercate" perchè questo impasto è molto slegato non essendoci le uova, quindi io ho praticamente fatto un collage di piccoli vermetti di pasta finchè ho completato tutta la torta.

Cuocete in forno per altri 25 minuti e fate raffreddare bene prima di mangiarla, una volta cotta sarà compatta al taglio e molto morbida e friabile in bocca all'assaggio, ora fatemi sapere se vi è piaciuta!

domenica 26 gennaio 2014

IL PANE.... SENZA!


senza glutine, senza lievito, senza sapore... ah, no! senza sapore no!
magari senza elasticità e tutte quelle belle alveolature nella mollica, pero' dai, dire che non è buono... proprio non si puo'!
il sapore è quello a metà tra il pane e la polenta, nè più nè meno, poi mi è venuto anche bello saporito e quindi alla fine un pezzo tira l'altro (dico "pezzo" perchè' farlo a fette è un gran casino)

ma come mai il pane SENZA? perchè da qualche settimana sto seguendo un'alimentazione che mi dovrebbe "disintossicare" da lieviti, frumento e latticini, quindi da qui l'esigenza di creare qualcosa di sostitutivo al pane (che quando posso mangiarlo non lo mangio mai, ma che appena me lo tolgono diventa la mia vita e non sogno altro che michette e francesini), comunque non stiamo qui a raccontarcela: non vi dirò mai che questo pane gluten free è buono come il pane classico, non diciamo cavolate..... diciamo invece piu' onestamente che di necessità bisogna fare virtu', e che questo pane è una saporita alternativa.

la cosa positiva della non-lievitazione è che si prepara in 10 minuti e cuoce in 45/50 usando un tegame da 20 cm, mi piace moltissimo abbinato a sapori forti come i salumi e il salmone affumicato, ma stasera lo proverò anche fatto a crostini nel minestrone...

da questo nuovo regime alimentare poi, ne stiamo traendo vantaggio in 2: io e "natura sì".
si perchè il gioielliere dei prodotti bio ha deciso che il prezzo dei suoi prodotti è inversamente proporzionale al numero di additivi e ingredienti: meno ce ne sono e più me li fa pagare.
ed io, che amo profondamente farmi rapinare da lui, non aspettavo altro che andare a scorrazzare tra gli strapieni scaffali del negozio esultando ogni volta che trovavo qualcosa "senza" perchè tanto la mia spesa a quasi 3 cifre era giustificata: me l'ha detto il dottore!

vabbè, bando alle ciance, siete perfettamente in tempo per mettervi a farlo subito per mangiarlo stasera, poi mi direte se è una valida alternativa anche per voi, io per il momento vado a pisolare sul divano davanti alla tv con la copertina che oggi è stata una giornata super produttiva: son caduta giù dal letto alle 7, mi son messa a rivoluzionare tutta la cucina, poi sono passata alla sala, ho fatto partire una lavatrice, ho fatto il pane e poi anche una crostata (anche quella rigorosamente senza frumento, latticini, lievito, uova, ecc..), poi si è svegliato anche mon amour che, bello come il sole e con il suo passo leggero come un gatto, zitto zitto mi si è messo di fianco mentre ero tutta concentrata a pesare gli ingredienti e mi ha fatto fare un salto che tra un po' mi attaccavo al lampadario!

me lo merito o no un riposino?


Ingredienti:

190 gr di farina di mais "fioretto"
190 gr di farina di riso
9 gr di sale
9 gr di bicarbonato
390 gr di latte di riso


mettete nella ciotola le farine, il sale e il bicarbonato, date una mescolata e poi aggiungete il latte (se così lo vogliamo chiamare); io ho usato il KA, ma se non avete robot potete farvi i muscoli con una semplice spatola, la buona notizia è che gli ingredienti vanno lavorati il minimo indispensabile giusto il tempo che siano amalgamati.

quello che otterrete non sarà nemmeno minimamente un impasto come quello del pane classico o della pizza: niente palla elastica, bensì un impasto che tende a sbriciolarsi e più simile alla pasta frolla se vogliamo...

accendete il forno a 200°, mettete della carta da forno nel tegame e spargete sul fondo una spolveratina di farina di mais, adagiate la palletta (per modo di dire), incidetela bene con un coltello e spolverate con un altro pochino di farina di mais.

Infornate per almeno 45 minuti, poi controllate: se il fondo assomiglia di più ad un pan di spagna che ad una pagnotta rimettetelo dentro e fate cuocere ancora perchè vuol dire che dentro è ancora crudo.

quando cotto e con una bella crosta croccante, spegnete il forno e fate raffreddare la pagnotta al suo interno con lo sportello socchiuso, affettatelo da freddo e gustate!

domenica 5 gennaio 2014

GNOCCHETTI DI PATATE VIOLA SU CREMA DI ZUCCA


2014 eccomi qua!
E tra l'altro dopo un bel po' di tempo e con anche qualche senso di colpa..... Ma questo che è appena passato e stato senz'altro un anno intenso, forse il più intenso di sempre, e lo si capisce anche dal numero di post pubblicati: solo 26 nel 2013 contro i 56 del 2012!

Ma questo ultimo anno appena passato mi ha dato tanto, e tanti sono i ricordi che mi sono rimasti attaccati, a partire dall'addio al nubilato a sorpresa a valencia che mi ha vista rapita alle 4 di una fredda mattina di febbraio, alla gita in Toscana con una delle fedeli testimoni trascorso tra piante, castelli, spiagge e il ritiro delle bomboniere, alle mille serate fuori con le amiche accompagnate da sushi, ostriche e cozze, e poi l'arrivo della primavera che, oltre ad un'altra festa di addio al nubilato, ha portato lo scompiglio nei preparativi del matrimonio spedendomi a las vegas per lavoro giusto una settimana prima delle nozze, giornate trascorse tra appuntamenti, mega eventi, concerti, per poi tornare la sera tardi in camera esausta a mandare mail su palloncini, allestimenti e ultimi dettagli sulla torta!
E poi il gran giorno, il giorno più bello, quello tanto atteso e anche un po' temuto, trascorso nella location più magica, sotto un cielo azzurrissimo di un tardo pomeriggio di una domenica di fine giugno, con amici e parenti venuti, e' proprio il caso di dirlo, da un po' tutto il mondo! La cerimonia all'aperto, l'aperitivo nel bosco, i fiori che pendevano dai rami degli alberi, la musica, le risate e poi la cena all'aperto nel giardino di un ex convento del '400 con tanti tavoli tutti bianchi e a far luce solo il cielo stellato e tante candele.... e poi i nostri genitori super emozionati, gli amici (ubriachi), i parenti, i fiumi di vino, i video messaggi all'elio e gli scatti al photo booth che ancora oggi ci fanno ridere... insomma una giornata che io e il mio maritino ricorderemo per sempre!
E cosa può esserci dopo tutto questo? Bhe', un viaggio di nozze da favola ovviamente..!
E quindi via verso il lusso stravagante di Dubai, verso gli sconfinati paesaggi dell'Australia e la meravigliosa Sydney, per poi finire con l'ordinatissima Singapore dai profumi e dai sapori così intensi!
E a fine luglio la nascita del mio meraviglioso nipotino, che in questi suoi primi 6 mesi di vita non ha fatto altro che regalarci sorrisi e che mi ha reso una zia felicissima, i 90 anni della mia nonnina adorata, e poi tanti altri viaggi ancora,  perché io sono fortunata e faccio il lavoro più bello del mondo, e quindi via sotto il sole di miami a spasso per hotel bellissimi per poi di li' a poco ripartire per la bella Nashville che mi ha fatto sentire più musica dal vivo in 4 giorni che negli ultimi 4 anni, per poi proseguire verso il Kentucky e le sue distillerie di bourbon seguite da innumerevoli degustazioni che credo mi basteranno per il resto della mia vita, (seguite da altrettante "degustazioni" di vin brûlé durante il tradizionale viaggetto annuale ai mercatini di natale con la fidata amichetta.....)
Lo vedete che è un attimo arrivare a dicembre e non avere il tempo di sfiorare il blog??

Comunque ora basta, uno dei numerosi buoni propositi per il nuovo anno comprende anche il blog, quindi beccatevi sta ricetta, anche se non è nuovissima, ma almeno e' super semplice e veloce ma, soprattutto, un bel modo di iniziare in technicolor..!  
happy new year to you all!


Ingredienti:

1 kg di patate viola 
300 gr di farina 00
1 uovo
1 pizzico di sale
Burro qb

800 gr di polpa di zucca
2 scalogni
Olio evo, sale


Sulle patate viola che dire? Che più che altro son difficili da trovare, io ce l'ho fatta per puro caso dopo averle disperatamente cercate per un un paio d'anni, e devo dire una cosa: lessate e mangiate in purezza non hanno un sapore che mi piace molto, la differenza con la patata bianca la sento, ma una volta trasformate in gnocchi io non ho trovato alcuna differenza nel sapore!

lavate molto bene le patate con la buccia, mettetele in una pentola e copritele di acqua fredda; mettetele sul fuoco, coprite con un coperchio e cuocetele per circa 1 ora, saranno pronte quando la forchetta entrerà completamente.

Preparate la crema di zucca: eliminate la buccia e tagliatela a pezzetti; in un tegame mettete un po' di olio a scaldare e rosolate gli scalogni affettati, quando saranno ben dorati aggiungete la zucca e dopo un minuto copritela con dell'acqua bollente e  salatela con un pizzico di sale.
Cuocete finché l'acqua non sarà evaporata del tutto e la zucca sarà bella morbida, frullatela con il minipimer, assaggiate di sale e mettete da parte.

Quando mancherà mezz'ora all'ora di pranzo, inizierete a preparare gli gnocchi; questo particolare è molto importannte in quanto spesso si sbaglia preparandoli in anticipo lasciandoli 1 ora e anche più sul tagliere... con gli gnocchi non va bene perchè diventano mollicci e appiccicosi!

Aspettate che le patate siano tiepide, poi pelatele per bene e con uno schiacciapatate schiacciatele nel centro della farina messa a fontana sul tagliere, aggiungete l'uovo il sale e iniziate a lavorare con la forchetta per poi amalgamare il tutto con le mani.
La lavorazione di questa pasta dev'essere veloce, 5 minuti o poco più, giusto il tempo che ci vuole perchè gli ingredienti siano belli amalgamati e formino una palla omogenea.
Infarinate il tagliere e, tagliando un pezzo di pasta alla volta, formate dapprima dei lunghi serpenti che abbiano uno spessore di un dito e con un coltello tagliateli della grandezza desiderata; se li farete piccoli dopo la cottura risulteranno piu' sodi e compatti, se li farete piu' grandi risulteranno piu' morbidi, io personalmente li preferisco belli compatti, ma vedete voi.

Quando l'acqua bolle aggiungete il sale e calate gli gnocchi, date una delicata mescolata con un cucchiaio di legno e mettete subito il coperchio; come tutti sanno gli gnocchi son pronti quando vengono a galla, io pero' li assaggio comunque per verificare che siano a posto come sale.

Scolateli e conditeli con un po' di burro che avrete fatto sciogliere e dorare in padella e impiattate mettendo un po' di vellutata sul fondo del piatto per far si che i colori rimangano vivi e separati, buon appetito!


domenica 13 ottobre 2013

VICTORIA SPONGE CAKE - LA REGINA


Ho i ripiani degli scaffali incrinati sotto il peso dei libri e delle riviste di cucina, non ricordo più quale sia il colore del mio comodino per quante altre pubblicazioni stanno sparpagliate lì sopra, e nella cartella dei preferiti del mio ipad non ci sono altro che blog di cucina e siti sul food in genere: ma niente.
Nessuna di tutte queste immagini perfette davanti alle quali mi incanto da sempre, è riuscita ad addomesticare e ad inculcare qualcosa a quella parte di cellule cerebrali che corrispondono alla manualità, quindi anche un'operazione semplice come spalmare un po' di crema tra due strati di pan di spagna, tra le mie mani assomiglia più a quello che fa un muratore con cazzuola e calcestruzzo: SPLAT! E niente più.

Però ve lo giuro: nonostante l'effetto "mappazzone" che mi farebbe spedire a casa da Barbieri in un lampo, questa torta è buonissima!!
4 soffici strati profumati alla vaniglia ricoperti di salsa ai lamponi freschi che gocciolano senza pietà verso il basso insieme alla crema pasticcera....... yum!
Nel mio immaginario di torta "celebrativa" la torta al pandispagna farcito è quella che meglio la rappresenta: alta, sontuosa, profumata, traboccante di brillanti lamponi.. con un profumo talmente intenso da invadere tutta la stanza, proprio come l'ingresso di una regina!

Ed era proprio la Regina Victoria d'Inghilerra la fan numero uno di questa torta tanto bella quanto semplice da preparare!
Sì, ho detto proprio semplice, non fatevi ingannare dall'aspetto che la fa sembrare laboriosa... ci vogliono circa 30 minuti a preparare l'impasto e nel frattempo che cuoce in forno ci si puo' dedicare alla salsa ai lamponi e alla crema pasticcera; sconsiglio però di prepararla con troppo anticipo, in quanto crema e farcitura dopo un po' inzuppano troppo gli strati di torta e la fanno sembrare un po' floscia, l'ideale è preparare tutti gli ingredienti anche in anticipo, ma assemblare il tutto solo 1 o 2 ore prima di andare a tavola.

Questa è stata la torta di chiusura pasto di ieri sera per la cena con gli zietti in trasferta, ma è stata anche la prima torta preparata per il mio adoratissimo nipotino Alessandro!
Non appena compiuto un mese sono andata a trovarlo carica di tegami, sac a poche e lamponi, e mentre lui faceva un pisolino a pochi metri dalla zia e dalla mamma, ho farcito e assemblato il tutto, sparpagliando in cima tanti zuccherini colorati a forma di giocattoli!
Caro il mio nipotino ridolino, ora che diventerai grande e che potrai leggere queste parole.... hai una vaga idea di quante altre torte ti avrò preparato???
bbbello della zia!


Ingredienti:

225 gr di burro
225 gr di zucchero di canna
225 gr di farina
1 bustina di lievito per dolci
4 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

3 vaschettine di lamponi
zucchero a velo qb
2 cucchiai di sciroppo d'acero

6 tuorli
125 gr di zucchero
40 gr di farina
10 gr di maizena
mezzo litro di latte intero
1 bacello di vaniglia

2 tegami rotondi da 20 cm


Nella ciotola del KA, o del vostro robot, mettete il burro tagliato a pezzetti e lo zucchero, montate con la frusta a velocità media finchè non ottenete un bel composto amalgamato e spumoso, io lo faccio andare per 10 minuti circa fermandolo di quando in quando per tirar giù l'impasto con una spatola.

Aggiungete a questo punto le uova, 1 alla volta, e montate bene aggiungendo alla fine anche l'estratto di vaniglia; a questo punto un passaggio importante: aggiungete all'impasto la farina con il lievito setacciandoli direttamente nella ciotola, non versatela così com'è! Il fatto che sia setacciata vi farà ottenere un impasto gonfio e liscissimo!
Una volta aggiunta tutta la farina, riagganciate la ciotola al robot e montate il tutto per altri 10 minuti circa, dovrete ottenere un impasto cremoso e molto gonfio.

Riscaldate il forno a 180°, imburrate o foderate di carta forno i 2 tegami e poi, con l'aiuto di un cucchiaio, suddividete l'impasto nei 2 tegami mettendo un cucchiaio di quà e uno di là fino ad esaurimento.
Livellate leggermente la superficie e infornate per 30 minuti circa, infilando la lama di un coltello dovrà uscire asciutta. Fatela raffreddare 10 minuti a forno spento con lo sportello spalancato e poi tiratele fuori con delicatezza dai tegami e appoggiatele su una gratella perchè si raffreddino in maniera uniforme.

Preparate ora la salsa ai lamponi: tegame sul fuoco al minimo, 2 vaschette di lamponi, 2 cucchiai di zucchero a velo e mescolate fino a quando avrete ottenuto una bella salsetta; profumatela con lo sciroppo d'acero e fatela raffreddare.
Se volete fare le cose fatte bene, passate la salsa in un colino cinese in modo da ottenere solo il succo liscio e niente semi; io l'ho lasciata al naturale in quanto i semini mi piacciono!

La crema: mettete in un tegame il latte con il bacello di vaniglia aperto per il lungo dal quale avrete estratto i semi con la punta di un coltello e metà dello zucchero. In una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero rimanente finchè il composto non cadrà a nastro dalla frusta e a quel punto incorporate anche la farina e la maizena.
Appena il latte prende bollore versatelo sul composto a base di uova e continuate a mescolare, quando è perfettamente amalgamato e senza grumi, rimettete il tutto nella pentola e riportate sul fuoco dove non smetterete mai di mescolare... Lasciate sobbollire per 2 minuti e poi spegnete e mettete a raffreddare eliminando il baccello di vaniglia.
Il motivo per cui ho aggiunto la maizena è perchè così almeno la crema è più ferma e compatta e tenderà ad inzuppare e colare meno tra gli strati.

Assemblaggio: tagliate a metà i 2 dischi di pasta freddi, spalmate con un pennello abbondante salsa ai lamponi e aggiungete abbondante crema pasticcera, continuate così per 4 strati e terminate in cima con una cascata di lamponi freschi.

Et voilà!

domenica 29 settembre 2013

RISO INTEGRALE CON LENTICCHIE E ZUCCA


Basta, io me ne frego del sole: è autunno.
Quindi preparatevi perchè tra frigo e dispensa qui girano solo mele, zucche, porcini, (e tra un po' spero), anche le castagne!
Oggi avevano decantato un bel diluvio, e invece un sole pallidino ancora ci prova a strillare "sono ancora qui iooo", ma io ce la metto tutta a boicottarlo, e per cena stasera ho sul fuoco un bel minestrone a base di zucca, finocchi e cipolla rossa, che mangeremo con una fetta di torta salata di crauti piccantini e scamorza affumicata, e per finire una bella cocottina di apple crumble che sta cucinando in forno proprio adesso!
Qualcuno a questo punto ha ancora voglia di parlare di anguria e insalata di riso??

A proposito di riso, tutti dicono che bisognerebbe mangiarne di più a discapito della pasta, e per fare questo negli ultimi mesi mi sto impegnando molto: ho riorganizzato da poco tutta la dispensa, e ora perfettamente sigillati in bellissimi vasi di vetro tutti etichettati con i fiorellini inglesi di Cath Kidstone, se ne stanno lì almeno 5/6 tipi di risi diversi!
Il mio preferito su tutti? Quello integrale.
Ha un sapore talmente buono che lo mangio anche completamente scondito, sia a cena come contorno, sia a pranzo come piatto unico!

La ricetta qui sotto è semplicissima e davvero buona, e la prova del 9 me l'ha fornita mon amour che, come ormai ben sapete, fugge al primo sguardo tutto ciò che è sano, integrale, bio, ecc.., ma che poi si ricrede immediatamente dopo il primo assaggio!
Il commento su questo piatto in particolare è stato: "solo tu sai creare un piatto così spettacolare con degli ingredienti così brutti!"
Ah! L'amore...!

Ingredienti x 2 persone

1 tazza di riso integrale
1 pugno di lenticchie
700 gr di zucca
1 cipolla rossa grande
1 rametto di rosmarino
olio, sale, peperoncino piccante

Sciacquate il riso in un colino, poi mettetelo in un pentolino antiaderente e copritelo con 2 tazze e mezza di acqua fredda, aggiungete mezzo cucchiaino di sale e mettete sul fuoco a fiamma vivace.
Non appena prende a bollire abbassate il fuoco al minimo, mescolate e coprite con un coperchio; sarà pronto dopo circa 15/20 minuti e quando l'acqua sarà stata completamente assorbita dal riso, assaggiate e ne sarete sicuri.
Una volta pronto mettetelo da parte, si mangerà tiepido e non bollente.

In un altro pentolino mettete un po' d'olio, un pezzetto piccolo di cipolla tagliato fine e un peperoncino secco intero; fate rosolare e poi aggiungete le lenticchie (da cotte dovranno essere circa un paio di cucchiai a persona), mescolate e poi aggiungete acqua calda fino a coprirle e un po' di sale, cuocete per circa 30 minuti o finchè comunque son cotte; se l'acqua si asciugasse troppo aggiungetene poca alla volta.

In una larga padella mettete dell'olio e tutto il resto della cipolla tagliata a pezzetti, fate rosolare bene e a fiamma bassa, nel frattempo pulite e tagliate a pezzetti la zucca, poi aggiungetela alla cipolla e mescolate bene. Aggiungete acqua bollente fino a coprirla e aggiungete un po' di sale, mettete il coperchio e fate cuocere finchè diventa morbida.
Quando la zucca sarà cotta, togliete il coperchio e alzate la fiamma, mescolate e "tiratela" finchè tutta l'umidità non sarà sparita e la zucca sarà così asciutta e disfatta da sembrare quasi caramellata; assaggiate di sale e mescolate per un paio di minuti con il rametto di rosmarino.
Questo farà sì che la zucca sarà profumata, ma senza che questo, cuocendo troppo, diventi un po' amarognolo.

A questo punto assemblate: sul fondo della ciotola il riso, in mezzo fate un buco e mettete la zucca e poi coprite con le lenticchie piccantine; un filo d'olio extra a crudo e siete pronti!

Perfetto comfort food da mangiare stringendo la ciotola sul divano davanti ad un bel film bevendo un bel bicchiere di rosso, che dite?

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